Marchionini, direi che può bastare così. Grazie di tutto e amici come prima.

Ci ha provato, ne ha combinate di tutti i colori, ha cambiato il senso stesso della partecipazione: lei risponde "alla gggggente" non al Consiglio... Le ultime in ordine di tempo sono state il tentativo di privatizzare il forno crematorio che causerà mancati incassi per milioni oltre che fumi di dubbia qualità in zone densamente abitate (su cui pende una richiesta di referendum) e la Vendita di pezzi di storia cittadina per fare cassa. Il tutto senza alcun disegno complessivo di città.

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La speranza è che magari per l'epifania ci sia un risveglio dal torpore piddino e la befana si porti via le sciagure verbanesi, magari siano le stesse "sciagure verbanesi" che approfittando della scopa volante si allontanino finalmente dalla città.

Ricapitoliamo e mettiamo a fuoco la classica "goccia" che in qualunque paese normale farebbe traboccare il vaso:
Da quando questa amministrazione si è insediata ha iniziato a spendere senza criterio (giro d'Italia, Frontalieri con le ali, rogge coperte, consulenze per il cem, progetti di nuovi pontili, partneship e chi più ne ha più ne metta). Mai le commissioni sono state messe nelle condizioni di funzionare al meglio e quindi di controllare preventivamente l'agire amministrativo (ne sia prova l'ultima interpellanza sul cem) Avvalora questa tesi la stessa Assessore Vallone su "La Prealpina" di oggi che dichiara: «Nessuna delle consulenze affidate è inutile o ripetitiva stiamo portando a termine un' opera da 17 milioni di euro. È importante avere le idee chiare su come farla funzionare. Quanto al mancato confronto in commissione, non dipende dalla giunta. Il presidente, Filippo Marinoni, s' è dimesso dalla commissione Cem per una questione di trasparenza (è dipendente di ArsUniVco, affidataria di una delle consulenze contestate, ndr). La convocazione spetta al vicepresidente, Adrian Chifu (Forza Silvio, ndr), che non l' ha ancora fatto. Gli ho inviato una email, rimasta senza risposta, e l' ho sollecitato tramite la segretaria generale. Fosse stato per me, il confronto in commissione ci sarebbe già stato». Quindi fino all'11 novembre (data delle dimissioni di Marinoni) c'era confronto in commissione? ... il senso del ridicolo manca anche all'Assessore Vallone?

Passiamo oltre, parliamo della privatizzazione del crematorio, saltiamo tanti argomenti di cui abbiamo già discusso e che cari sono costati alla città. La privatizzazione che si vorrebbe per 30 anni e che causerà mancati incassi alla città per milioni e nessuna certezza su servizi, qualità dell'ambiente, e che mai è stata approfondita come decisione in modo opportuno. In 10 gg di raccolta firme per il referendum , più di 500 cittadini (già metà del quorum) hanno firmato, eppure l'amministrazione resta sorda. Altro fatto gravissimo, quello che a mio modesto avviso dovrebbe per qualunque amministratore verbanese rappresentare la fatidica "goccia" è la vendita di Palazzo Pretorio , ovvero del pezzo di piano nobile che vendere rappresenta uno sfregio al buon senso, alla programmazione, alla storia e una retromarcia sulle stesse dichiarazioni fatte dal Sindaco in Consiglio. Questa amministrazione che rimarrà famosa per aver speso circa 7 milioni in parcheggi nel centro di Intra (nuova piazza mercato e parcheggio cem- a distanza di 100 mt. uno dall'altro) , mentre in tutta Europa i parcheggi si mettono alle periferie delle città e si incentivano altre forme di mobilità; questa Amministrazione che vuole spendere 235'000 € per comprare beni inutili (e che non può comprare) come "Casa Ceretti" ; questa Amministrazione spendacciona e incapace, oggi vende pezzi di storia di Verbania (Palazzo Pretorio) malgrado la maggioranza (Lo Duca, Brezza & C.) avessero ottenuto rassicurazioni da Sindaco che sarebbe stato fatto di tutto per non arrivare a questo punto. Ora ci chiediamo: Possibile che non si possano risparmiare 180'000 euro dai 7'000'000 per i parcheggi? possibile che non si possa evitare la spesa per "Casa Ceretti", possibile che tutta la città debba rimaniere in balia degli umori di un Sindaco evidentemente inadeguato al compito? A questa domanda solo la maggioranza può dare una risposta, ma temo continueranno assordanti silenzi, molto meno faticosi di manifestazioni esplicite di dignità.

Il silente Presidente (di parte) e il calice dei segreti...

Il titolo originale sarebbe "Herry Potter e il calice dei segreti", ma in fondo si tratta solo di uno spunto ironico per raccontare scomode verità di una amministrazione che per "magia" ha fatto scomparire il residuale confronto democratico che avrebbe dovuto rappresentare la presidenza del Consiglio.

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Ieri arriva mail di convocazione per un Consiglio Comunale in data 11 Dicembre. Rispondo alla convocazione con la seguente mail: Scusate, ma il consiglio non è convocato dalla capigruppo? Non è questione di mera forma, ma se c'è una calendarizzazione di capigruppo uno sa che deve presentare eventuali interpellanze o altro...

A tale sollecitazione vengo chiamato dal Presidente che argomenta le sue ragioni, per non farla lunga non sto a raccontare tutta la telefonata, la cosa più importante che rilevo è che alla domanda: ma con chi hai concordato la data del Consiglio? mi vengono citati solo persone che fanno capo alla maggioranza! Allora ho provato a insistere: ma almeno ti sei consultato con Colombo (vicepresidente eletto dalle minoranze)? Risposta: veramente NO.
La sostanza di tutto è che "ormai il Consiglio è convocato"... Ma dico io, questo Presidente (di maggioranza) che doveva convincere le minoranze, che doveva "stare nel solco di Brignoli", che ci ha convocati uno a uno nel suo ufficio per richiamare i Capigruppo al rispetto delle regole, che per tale rispetto ha già espulso dall'aula un Consigliere, questo Presidente (di parte) dicevo, non poteva consultarsi con Brignoli per capire come si fa il Presidente DI TUTTI? non potrebbe al minimo riunire l'ufficio di presidenza per un consulto o la maggioranza ha l'immensa fortuna di avere UN SUO PRESIDENTE GIA' "IMPARATO"?

E' successo, e come altre cose questa scorrettezza istituzionale rimarrà nel "calice dei segreti". Come rimarrà sempre un segreto/segretata la voce che mi ha raccontato del "mega cazziatone" che il nostro eroe Tartari avrebbe ricevuto ieri dal Sindaco per la "sua mozione" (fatta da me). Si dice che il "rimprovero" per quella apertura alla minoranze abbia fatto tremare le pareti del Comune. I più maligni sostengono che più che di una apertura si trattasse di una "resa dei conti". Tradotto in linguaggio corrente, pare che in molti nel PD non vedessero l'ora di fare un piccolo sgambetto al Sindaco, e la "mozione Tartari" è stata un'occasione perfetta per fare ciò che il Sindaco non voleva, aprire una parvenza di dialogo con le minoranze e dare la colpa al povero Tartari.

Nel castello di Howards-Verbania, sotto il nuovo "direttore" Silente, iniziano ad accadere cose strane...


Chiedetelo a loro... Sabato , visto che saranno anche "loro" in Piazza Ranzoni

"Chiedetelo a loro" è lo slogan della campagna per la raccolta dell'8x1000. Il messaggio vorrebbe far sì che si chiedesse ai diretti interessati come vengono spesi i soldi (nello specifico dell'8x1000). C'è molta ironia su internet su questa campagna, io la voglio rivolgere verso il PD: Sabato sono in piazza, andate a fargli qualche domanda..."chiedetelo a loro".

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Il PD ci informa che Sabato saranno in Piazza Ranzoni, siccome ci sarà anche il comitato che raccoglie le firme per non privatizzare il forno crematorio di Verbania (Giovedì3 dalle 17 alle 18 -casa del popolo a trobaso; Venerdì4 dalle 10 alle 12 -mercato pallanza; Sabato5 dalle 10 alle 17 -piazza ranzoni; Sabato5 dalle 10 alle 12 -bennett; Domenica6 dalle 10 alle 12 -Esselunga; Domenica6 dalle 10 alle 12 -piazza san vittore; Lunedì7 dalle 10 alle 12,30 -piazza ranzoni) potreste sfruttare questa ghiotta occasione per capirne di più.

Se la campagna ironica merita la visione di questo divertente spot, forse anche la presenza del PD in piazza può essere utile, quantomeno per chiedergli: Ma perchè privatizzare il crematorio di Verbania? quali i numeri massimi di cremazioni al giorno/mese/anno? Quali i vantaggi per il comune di Verbania in termini economici? Si sono valutate condizioni di privilegio da riservare ai cittadini verbanesi? Quali garanzie sulla qualità complessiva del servizio? Sulla sicurezza ambientale? Siamo sicuri che la zona sia davvero la migliore e che non sia possibile una deroga per ricollocare il forno? Perchè non approfondite mai i temi importanti nelle Commissioni preposte? ecc. ecc. Se avrete queste risposte che a noi francamente mancano, poi passate a trovarci, magari possiamo capirne di più insieme.

In ogni caso, se ci sarete, ci si vede sabato in Piazza ;-)

(S) CEM, l'esempio di ciò che non si dovrebbe MAI fare!

Ancora oggi cambiano idee, prospettive e si buttano soldi in consulenze salvifiche (che salvifiche non sono mai). Prendendo spunto della "nuova genialata", la discoteca nel (S)CEM (?!) , riporto stralci di un articolo che spiega le nuove frontiere dell'amministrazione intelligente, ovvero quella partecipata!(chissà se la vedremo mai quì?)

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Mentre a Verbania non si è in grado di far funzionare manco le Commissioni e le destinazioni d'uso di spazi costati milioni e milioni continuano a cambiare insieme agli umori (sempre più neri) degli Amministratori, mi piace riportare stralci di una pubblicazione che spiega quali siano le nuove frontiere dell'Amministrazione Pubblica, ovvero la partecipazione, la condivisione con la città di progetti, fiducia, responsabilità... solo così si può rispondere alla complessità dell'attuale momento storico. Ma niente, per una maggioranza che decide d'"imperio" anche sul forno crematorio (che riguarda salute e denari pubblici in quantità), i temi proposti potrebbero apparire come scritti in cinese antico.

TRATTO DA "LABSUS" il laboratorio per la sussidiarietà:

-Amministrare, oggi, un ente locale anche di piccole dimensioni è un’esperienza molto complessa. Le continue innovazioni normative e i crescenti limiti imposti dalla gestione delle finanze pubbliche mettono a dura prova le capacità di chiunque, politici o funzionari, spesso frustrati e impotenti di fronte alle crescenti aspettative e richieste di cittadini e attori chiave del territorio. Di fronte a questo scenario non regge l’impostazione bipolare che immagina il rapporto tra istituzioni e società solo in termini di contrapposizione, né tantomeno ci si può limitare all’attivazione dei classici istituti di partecipazione popolare introdotti nel nostro ordinamento dalla legge 142/90. Valorizzazione delle libere forme associative, promozione degli organismi di partecipazione possono risultare utili ma certamente insufficienti se paragonati alle potenzialità del modello di amministrazione condivisa. E’ necessario fare squadra favorendo, in modi diversi, l’autonoma iniziativa dei cittadini secondo quanto previsto dall’art.118 ultimo comma della Costituzione. La nuova frontiera della pubblica amministrazione sta nell’incrociare politiche partecipative e principio di sussidiarietà attraverso un lavoro di rete capace di favorire l’assunzione di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti in nome dell’interesse generale.

Il Regolamento per la cura e la rigenerazione dei beni comuni prevede che la collaborazione con i cittadini attivi divenga funzione istituzionale dell’ente attraverso l’apertura di uno sportello, un’interfaccia amichevole che rappresenti l’interlocutore unico nel rapporto con la pubblica amministrazione. Anche in questo caso non si tratta del semplice capriccio di considerare, in virtù del dettato costituzionale, l’amministrazione condivisa finalmente pari ad ogni altra area o funzione, ma degli effetti che tale scelta comporta. Definire la struttura deputata alla gestione dei rapporti con i cittadini, infatti, produce di per sé effetti innovativi su tutta l’amministrazione locale, dall’organizzazione del personale alla gestione della comunicazione pubblica. Favorendo, innanzitutto, momenti di integrazione e coordinamento tra diverse aree e uffici comunali, per esempio, su uno stesso patto di collaborazione che preveda il riuso di un immobile abbandonato per l’avvio di una impresa a vocazione sociale o per progetti di valenza ambientale o ancora per una start-up tecnologica. In ognuno di questi casi quello che emerge è una nuova forma di collaborazione centrata non tanto sulla procedura amministrativa quanto sulla creatività generata dal rapporto tra un bene comune, una comunità che lo riconosce come tale e la pubblica amministrazione che favorisce l’autonoma iniziativa dei cittadini, innescando processi virtuosi di carattere sociale ma anche economico. Libera dai vincoli del paradigma bipolare che, in alcuni casi, alimenta separazione e conflittualità anche al proprio interno, la pubblica amministrazione può promuovere la nascita di un nuovo modello basato sull’interazione e la rete non solo con i cittadini ma anche tra le proprie strutture e articolazioni.-

Chissà che dopo la "mozione Tartari" un giorno non avvengano altre cose "sconvolgenti" in Comune e si possa additittura discutere nelle Commissioni con Presidenti che affrontano problemi amministrativi prima che "scompensi ormonali" di chi li "guida"...

Ieri è successo qualcosa: "la mozione Tartari"

Sembrerebbe incredibile, eppure è accadudo. La maggioranza ha preso una posizione condivisibile, e al di là dell'ironia ne sono lieto. Va anche detto che il Presidente del Consiglio mi ha sorpreso: è riuscito in un impresa non semplice, ora vi racconto...

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Vi ricordate il Consigliere Tartari? Quello del convegno sulle "buone pratiche", quello che mi diffidava dall'usare il suo nome su questo blog o dal mettere la sua faccia nei miei fotomontaggi (come quello quì sopra)? Ieri è stato il protagonista.
Si trattava di una proposta dell'Amministrazione ad un privato. In sintesi, in cambio di un piccolo terreno con un rudere che l'Amministrazione voleva per poterlo dare a Con.Ser.VCO in cambio di liberare le strutture in via Perassi, si proponeva al privato un volume "premiato" che potesse utilizzare entro 5 anni dove voleva (fermo restando gli obblighi di legge ovviamente) o in 10 anni in zona ove non ci fosse consumo di nuovo suolo.

Ho anticipato voto favorevole a questa proposta, ma ho anche esplicitato che sarebbe stato molto meglio evitare l'ipotesi di consumo di nuovo suolo, quindi che la seconda opzione fosse da privilegiare. Campana, 5 stelle, ha ricordato che nel programma elettorale della maggioranza il non consumo di suolo era un elemento importante. A questo punto c'è stato l'intervento di Tartari che ha personalizzato i primi due interventi e si è detto favorevole in linea di principio con l'ipotesi di escludere la prima possibilità, ovvero i 5 anni con "consumo di suolo". E' stato il turno di Brezza che concordando con Tartari mi ha dato la conferma che c'era una possibilità concreta per un indirizzo più stringente alla Giunta. A questo punto ho preso la parola per fare una mozione, che ho chiamato "mozione Tartari" e ho chiesto che si votasse l'esclusione della prima ipotesi dal possibile accordo col privato. Il Sindaco non era contenta di ciò, il suo intervento era teso a ribadire che quanto da lei proposto era ciò che si sarebbe dovuto votare. L'intervento di chiusura di Lo Duca ha fatto capire che la "mozione Tartari" sarebbe passata. Abbiamo nella sostanza salvaguardato pochi metri di terreno, ma il messaggio che è passato è tutt'altro che scontato: si può fare anche ciò che il Sindaco non vuole!

Un plauso lo voglio riservare al Presidente, che in una serata tranquilla (sarà stata la mancanza di Immovilli?!) è stato capace di contenere il Sindaco, che palesemente avrebbe voluto intervenire molto più spesso nel dibattito.

Per concludere, ho ricordato che dal 20 Aprile giace una "mozione di censura" dell'ormai ex presidente Marinoni (sesta Commissione). Allo scorso Consiglio Comunale l'Assessore Vallone ci informava che la sesta Commissione avrebbe dovuto essere convocata dal Vicepresidente Chifu (Marinoni si è dimesso l'11 e in data 30 Novembre ancora nessuna convocazione) e che se prima del prossimo Consiglio qualcuno si degnerà di fare questa benedetta convocazione e le cose riprenderanno a funzionare ritirerò la mia mozione, altrimenti sarà l'ennesima occasione per sottolineare l'incapacità di alcuni e in non funzionamento della "macchina amministrativa".

Per concludere, non so se il buon Tartari, Presidente della Commissione Urbanistica abbia piena consapevolezza che la "sua mozione" fosse tutt'altro che banale, comunque spero non gli sia costata un "cazziatone", il risultato è una gradita apertura al buonsenso.