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L'idea è ottima: "riusiamo Verbania"... speremm

Cercherò di superare le mie prevenzioni rispetto questa amministrazione e continuo a fare il tifo per "una Verbania possibile" ... diciamo che questa idea è in sintonia con un percorso positivo che andrebbe costruito insieme. Sono conscio che "insieme" è un concetto sulla bocca di molti politici e praticato pochissimo, comunque riprovarci non costa nulla.

L'idea è ottima: "riusiamo Verbania"... speremm
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da "La Prealpina"

Riusiamo Verbania ha le radici in un progetto nazionale decisamente ambizioso, ma molto logico e che ha già dato risultati eccellenti in molte zone del nostro paese. La versione verbanese che trovate al Link è appena stata presentata.
Sono convinto possa funzionare, ma non posso dimenticare gli ostacoli irragionevoli posti spesso da questa amministrazione e maggioranza ogni volta che un buon progetto veniva alla luce senza la "loro paternità", siamo arrivati al boicottaggio politico e alla delegittimazione dell'avversario, fino al punto che oggi anche solo discutere è complicato, con le istituzioni di garanzia che non garantiscono di sicuro le minoranze e le regole minime che aiuterebbero il dialogo.

In buona sostanza, il progetto presentato e di cui parla l'articolo in copertina è molto valido, il suggerimento che posso e voglio fare nel mio piccolo è che si usino di più e meglio i "luoghi istituzionali". Se le commissioni, i partiti, i movimenti vengono tenuti ai margini , fare passare messaggi unitari , collettivi , politici di indirizzo , diventa un impresa. Una buona idea non basta, certo fornisce visibilità temporanea, ma non crea da sola il cambiamento. Se vogliamo un cambiamento profondo, se il nostro obiettivo è davvero la partecipazione, progetti come questo devono diventare "linee guida politiche", per questo non devono essere usati come "bandiera" ma messi a patrimonio, altrimenti si ricadrà ancora una volta in logiche di apparteneza.

Personalmente non ho alcuna difficoltà a discutere con tutti di qualunque cosa, leggo molta più difficoltà in altre parti politiche a dialogare con la parte che rappresento io, me ne dispiaccio per loro, ma alla fine la politica non è altro che confronto, chi nega a chicchessia il diritto a dire la sua nei modi e nelle forme che la democrazia (e prima ancora l'intelligenza) prevede, fa un torto a se stresso in primis e al suo ruolo (se ha un ruolo pubblico) in secundis.



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