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"Comunisti con Silvia" nel PD?

Mentre il Sindaco attacca il suo partito a testa bassa, mentre si lamenta (tra le altre cose) dell'esiguo numero di iscritti nel "suo" partito, si dice sia partita la "campagna tesseramenti per la resa dei conti"

"Comunisti con Silvia" nel PD?
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Sarà interessante sapere, se ce lo vorranno dire, quanti saranno ora di domani i tesserati PD (domani i nodi saranno tutti al pettine). Sarà interessante perchè pochi giorni fa il Sindaco (autorevole fonte) ci diceva fossero 80. Certamente nel PD non si tesserano i famosi "cani e porci", ma solo persone di livello e di spessore. Proprio per questa considerazione, e alla luce di alcuni nomi che sono giunti alle mie orecchie , sarebbe carino sapere in pochi giorni quanti "luminari" siano stati "folgorati sulla via di Silvia" e abbiano deciso di tesserarsi "piddini".




1 commento  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di paolo de piccoli Casa Ceretti
paolo de piccoli
16 Giugno 2016 - 13:00
 
Caro Renato,questo non è un commento al tuo ultimo post ma una richiesta di un vostro parere su una questione che a me sembra parecchio intricata e cioè su cio' che sarà il destino di Casa Ceretti,un immobile situato in via Roma e lasciato dalla sua proprietaria Elide Ceretti in eredità al Museo del Paesaggio con finalità ,credo di aver capito,di formazione,pratica,accoglienza in campo artistico.
Ho avuto modo di conoscere questo luogo per questioni professionali:da educatore presso il Centro Salute Mentale ASL di Verbania,ho collaborato ad un progetto che,insieme ad AVAP (un'Associazione a favore di coloro che soffrono di disagio mentale) prevedeva la richiesta al Museo di trasferire il nostro laboratorio di arteterapia dall'ospedale agli spazi di Casa Ceretti. La risposta è stata positiva e ci siamo messi al lavoro per sistemare un locale al piano terra della casa,il laboratorio è partito ormai da mesi ed ad esso si sono aggiunte altre attività con arteterapeuti professionisti rivolte non solo ai nostri pazienti ma a molte altre persone che si trovano vivere una situazione di difficoltà( dai ragazzi Down ai profughi in fuga da paesi in guerra,ecc.).
Tutto chiaro quindi ? mica tanto direi in quanto su questo,secondo me,interessante progetto e su altri in corso a Casa Ceretti,grava questa sensazione di precarietà,fino a quando ?Da quel che ho capito nel Museo ci sono pareri discordi sul sostenere queste attività,destinare la casa altri scopi o,addirittura,vendere i locali.
Dal mio punto di vista lavorare in una condizione di precarietà e poca chiarezza non favorisce la continuazione e lo sviluppo delle attività. Mi piacerebbe una parola chiara. Voi che ne pensate ? Grazie ,Paolo.



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