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Chi è felice, chi lascia, chi è scontento e chi divide poltrone...

Un po' turbato dalla parola usata dal console pacian ("cujuni", mi sarebbe sembrata più appropriata "ball" :) ) , mi accingo a dimostrare che non è necessario sedere in Consiglio per fare domande e proporre analisi (che per fortuna rompono le balle)... E lo faccio perseverando nel tema inascoltato della campagna elettorale: i giovani. I giovani del PD oggi dicono qualcosa di importante e il silenzio che ne segue è assordante.

Chi è felice, chi lascia, chi è scontento e chi divide poltrone...
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Faccio dell'autoironia un cavallo di battaglia della mia quotidianità, poi sapete quanto io sia "narciso", quindi apro questo post ringraziando il console pacian per avermi sempre nei suoi pensieri e apprendo con soddisfazione che la mia assenza dal Consiglio lo "rallegri".

Colgo anche un segnale importante che arriva dalla segreteria Scalfi, le sue prossime dimissioni da segretario cittadino, atto non dovuto e non scontato che gli fa onore in tempi in cui tutti hanno smania di ruoli e poltrone (anche questo che vuole essere un sincero complimento cadrà nel vuoto d'altra parte sono anni che il PD evita di ascoltare chiunque e ciononostante ogni tanto fa qualcosa di buono).

Ma veniamo al tema, che non è "mio" ma è interno al PD , io solo di riflesso vorrei far notare che se c'è una speranza di cambiare qualcosa in politica, questa speranza è nei giovani , giovani che sempre più raramente si avvicinano e che quando lo fanno e dicono cose chiare e coraggiose, non vanno ignorati. Qui il comunicato dei Giovani Democratici

giusto per masochismo vi rimando al link del programma che avevamo per i giovani

Ma alcune parole pesanti come il piombo che vengono scritte da dei ragazzi che pensano sul nostro territorio che la politica gli debba delle risposte vanno evidenziate e non lasciate cadere, e nel mio piccolo qui le riporto:

Un Partito che a livello provinciale esiste solo durante la campagna elettorale, che non prende posizione sui temi reali e che non riesce ad individuare una strategia provinciale non confinata nei campanilismi, non è il Partito che vogliamo.
Non può esistere unità se sulle decisioni più importanti non c'è nemmeno un accenno al dialogo.


Per il resto, state sintonizzati che il mio impegno civico continua



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