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In politica suonarsela e cantarsela non passa mai di moda!


In politica suonarsela e cantarsela non passa mai di moda!

Purtroppo la malsana abitudine di interpretare a proprio vantaggio le cose non passa mai di moda. Invito a dare una rapida lettura del resoconto di questa serata di dibattito, qui. Se non volete perdere tempo riporto di seguito le conclusioni del Sindaco: "questa città non crede in se stessa e lo dimostrano le poche persone che sono in sala. Sono comunque soddisfatto dell'operato stiamo fino ad ora risolvendo tanti problemi importanti e il PISU ci permetterà di dare un futuro alla città ".


Azzardo il mio punto di vista: serietà vorrebbe che se a un dibattito sul futuro della propria città non partecipa quasi nessuno, i pochi presenti (soprattutto se relatori o organizzatori) non possano manifestare "soddisfazione". Questo solo da un punto di vista logico.


Se poi vogliamo entrare più nel merito delle conclusioni del Sindaco io avrei sui due punti delle sue conclusioni altrettante considerazioni diametralmente opposte, e siccome si tratta di mere opinioni le propongo:

1- "la città non crede in se stessa e lo dimostra la poca partecipazione" dice il Sindaco. Io invece credo che la città non creda in questa politica, in questa amministrazione e in questo Sindaco, ed è per questo che diserta "vetrine a buon mercato" e autoreferenziali.


2- "il PISU ci permetterà di dare un futuro alla città", prosegue Zacchera. Anche in questo caso l'affermazione non è nulla più di un auspicio, in questo caso addirittura più azzardato, in quanto sappiamo benissimo che questo PISU non é che una scommessa estremamente rischiosa giocata sulle spalle della città e senza il suo consenso.


Questo non è nulla più che un invito alla prudenza e a una diversa serietà politica. Se si vuole organizzare un dibattito sul futuro della città, sarebbe opportuno far confrontare tra i relatori idee differenti in modo che i cittadini possano dire la loro. Partecipare a un contesto in cui c'è un idea supportata da una parte unilaterale e ben specifica, al quale al massimo fanno da corollario soggetti che per loro natura non prendono posizione mai (o quasi) contro chi amministra, é solo propaganda elettorale.


In conclusione direi che un gruppo di giovani che desidera essere attivo e propositivo nei confronti del proprio territorio, non può definirsi "apolitico" , ma al massimo ( e giustamente) "apartitico".

Buon lavoro.


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