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Rappresentanze


Rappresentanze

Immagine 1Leggo oggi su ECOrisveglio VCO un articolo sull'operazione antidroga che ha portato all'arresto anche di un ragazzo del Cobianchi.


La cosa che mi stupisce non è che un giovane si droghi, e che la spacci anche la droga, oltre a consumarla. Mi dispiace, ovviamente. Ma non è questa la riflessione che mi è venuto di fare.


È la questione della rappresentanza.


Questo ragazzo era stato eletto rappresentanti degli studenti al Consiglio d'Istituto. Mica quello di classe, in cui devi raggiungere la maggioranza relativa tra una ventina di persone. Quello di un istituto scolastico di 1.600 persone. E ci saranno stati almeno due o tre candidati.


Come votiamo le persone che rappresentiamo, che ci dovrebbero rappresentare? I ragazzi che hanno votato Ramoni non sapevano - nessuno di loro? - della vita "segreta" di Ramoni? Io non metto in discussione le parole del Preside Di Biase, ma i ragazzi si incontrano anche fuori dalla scuola


Ecco, questa è la riflessione che mi piacerebbe fare.


Poi si potrebbe discutere del valore della legalizzazione. Cosa che mi è venuta in mente pensando che il primo punto del programma del Ramoni era "allargare i punti fumatori" all'interno della scuola. Un vero problema, immagino.


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2 commenti  Aggiungi il tuo

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alessandro papini
30 Marzo 2013 - 19:42
 
Concordo, se prendiamo come bazzecole questioni di regole solo perchè sono semplicemente afferenti alle elezioni studentesche, se ci barrichiamo dietro al sono solo cose da ragazzi, ecco che un rappresentante degli studenti vince le elezioni promettendo dura battaglia per più posti per poter fumare in luoghi pubblici. Ma ci rendiamo conto che questi ragazzi hanno già (o poco meno) l'età per votare le "elezioni dei grandi????", che se non interveniamo con valori veri e vere lezioni di impegno, poi avremo adulti incompleti, leggeri e impreparati alle richieste della società? continuiamo a dire che giovane è meglio, l'unica salvezza per la situazione attuale sono i giovani (per risolvere i problemi del lavoro, per quelli della politica, per la società tutta) e poi non facciamo nulla per formare dei giovani cittadini degni delle responsabilità che vogliamo affibiare loro. Dovremmo fare un vero esame di coscienza ed iniziare una vera rivoluzione del mondo della scuola, che non pretenda solo di salvare lo stipendio di una marea di docenti ma che inizi a pretendere da loro anche un vero impegno per il mestiere che fanno: insegnare a diventare adulti, magari anche preparati; altrimenti mi andrebbe bene anche la gelmini, tutti a casa tanto per molti di loro se ne può fare volentieri a meno.
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eewee
30 Marzo 2013 - 19:42
 
La scuola dovrebbe essere un luogo di educazione, e non solo di formazione. Educazione viene dal latino ex-ducere, ovvero condurre fuori, estrarre, tirar fuori il meglio delle potenzialità di una persona. è una lavoro difficile quello dell'insegnante. Va fatto con passione e va rispettato dai genitori, che dovrebbero vedere negli insegnanti persone con cui fare sponda. Cosa oggi poco frequente, io temo. Sapremo noi giovani adulti essere genitori migliori?



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